Tattoo e Thanatos: rendere eterno l’effimero

Mirko Tedesco – Soulskin Ink (Parabiago) – Instagram: tattoosoulskin

Carissimi Amici di Alla fine dei conti

La Dr.ssa Debora Riva è Psicologa. Si interessa in particolare di psicologia applicata al mondo dell’underground, approfondendo tematiche inerenti tatuaggi, piercing, body-mod e  kinky sex. In questo suo interessante Articolo, che ho il piacere di ospitare, tratta dei differenti valori comunicativi di alcuni tatuaggi in cui la reversibilità simbolica pone la Vita e la Morte in dialogo sui corpi. Il Corpo tatuato diviene sempre un centro di emissione di energia dove le immagini, che scivolano l’una sull’altra, si offrono con coraggio come testi da decodificare che rivelano all’altro la verità di un pensiero profondo di sé.

Un caro saluto e un sentito ringraziamento alla Dott.ssa Debora Riva.

Elena Alfonsi 

Tattoo e Thanatos: rendere eterno l’effimero

Con il termine “tatuaggio” si intende sia una tecnica di decorazione del corpo (generalmente permanente ed eseguita mediante inoculazione di inchiostro sottopelle) sia il disegno che ne risulta.

La storia del tatuaggio ha radici antiche. Attraverso la testimonianza di numerosissimi reperti archeologici è possibile apprezzare come in ogni epoca e in ogni luogo le modificazioni corporali abbiano esercitato (e continuino a esercitare tutt’ora) una grande attrattiva sull’uomo. che se n’è servito per assolvere a diversi bisogni e  rispondere alle più svariate esigenze: religiose, terapeutiche, identitarie, estetiche, sociali, rituali, magiche e molto di più. 

In questo Articolo vi racconterò del legame tra il tatuaggio e la morte, analizzando il ruolo che può assumere questa pratica per esorcizzare la finitezza umana e il timore che l’accompagna entrando anche nel merito dei cosiddetti “tatuaggi commemorativi”.

Carmine Abblasio – Industria del Tatuaggio, San Nicola la Strada (CE) – Instagram: carmabbtattooer, industriadeltatuaggio

La pelle: un muro di cinta

L’uomo è “essere incarnato”: si presenta, infatti, dotato di una corporeità che lo colloca nel tempo e nello spazio. Il corpo è ciò che di ciascuno è visibile al mondo e la pelle, che è il nostro organo più esteso, delimita quello che è “me” da tutto ciò che è “non me”, fungendo sia da “contenimento” che da punto di contatto, sancendo dunque il confine (sia materiale che simbolico) tra la persona e il mondo.

È sulla pelle che percepiamo il freddo, il caldo, un tocco delicato, uno schiaffo doloroso… Per questa sua natura di organo di confine, essa assume anche grande valenza metaforica e comunicativa, diventando luogo di scambio e comunicazione.

Ecco quindi che, attraverso decorazioni permanenti, al corpo viene conferita la possibilità di parlare ad alta voce, per mezzo di un codice costituito da simboli più o meno codificati ma che vivono quasi di vita propria. Come allegorie, essi possono essere interpretati a seconda dell’esperienza dell’occhio che le guarda, attingendo dalle narrazioni comuni di popoli ed epoche, ma al tempo stesso costruendo nuove connessioni inedite tra il segno e il significato e attribuendo a ogni segno un valore intrinsecamente personale e non univoco.

Ciò che narra un corpo tatuato non è un monologo, ma un acceso dialogo a più voci, ciascuna delle quali interpreta un’opera che, di per sé, vive sul corpo di chi la porta addosso mutando con lui.

Giuseppe Teti – Enigma Tattoo Ink (Roma ) – Instagram: enigma_tattoo80

Ma…cosa significano i tuoi tatuaggi?”

Chiunque abbia almeno un tattoo visibile conosce molto bene questa domanda. Un tatuaggio catalizza l’attenzione, ponendosi come segno saliente che stimola la curiosità e si presta ad essere, a detta dei più, “argomento di discussione”.

Tuttavia, se chiedete a un tatuato che cosa ne pensi di questa domanda facilmente otterrete uno strabuzzare di occhi, qualche sbuffo ed un “Uff!”. 

Infatti, chi sceglie di segnare qualcosa indelebilmente sul proprio corpo sta già comunicando, anche se attraverso un canale diverso rispetto al verbale.   Ricondurre i significati a un codice che non è quello originario è  porta a “spiegare”, ipersemplificando e snaturando un messaggio che mal si presta, spesso, alle parole. Sarebbe un po’ come spiegare una canzone: non basta mostrare lo spartito, non basta leggere il testo… è necessario cogliere l’esperienza nella sua essenza, intrinsecamente indivisibile e irriducibile nelle parti che la compongono, pena perderne il senso.

La comunicazione verbale è logica, esplicita e segue precise regole grammaticali e sintattiche, che rendono il messaggio trasmesso univoco e generalmente chiaro. Tuttavia, la parola (detta o scritta) non è l’unico modo possibile di comunicare.

Max Santoro – T&B Tattoo Shop (Brindisi) – Instagram: massimomaxsantoro

Watzalawick (1969) con i suoi assiomi della comunicazione ci ricorda che “non si può non comunicare”; ogni nostro comportamento, omissione, scelta… ogni cosa che facciamo funge per gli altri da messaggio, e dice qualcosa di noi.

Il tatuaggio: la voce della pelle

Il tatuaggio è una forma di liguaggio a sé, che viene scelta proprio in virtù della capacità di veicolare significati viscerali e atavici. Pertanto, la presenza di un intermediario linguistico che vada a “spiegare” questa pratica e l’opera che ne consegue altro non farebbe che trascinare su un livello di realtà “altro” costrutti che possono essere colti ed apprezzati a pieno solamente immergendosi nella potenza evocativa di un corpo che parla da sé e l’opera che ci si è fatti incidere addosso.

La voce che si dà alla pelle si avvale di una simbologia spesso criptica, che attinge a rituali antichi, similitudini, assonanze, nuove mode e vecchi segni, provenienti da differenti mondi, epoche e culture, dando vita ad una Babilonia che può trovare comprensione piena solo se colta nella sua essenziale ricchezza, fatta di risultato finale, ma soprattutto di processo.

Bruno Menei, alias Vru H – InkSecte, Rixensart (Belgique) – Web: www.inksecte.com

Il socioantropologo Le Breton individua nel corpo un sistema sociale composto di segni e simboli da decifrare, una “tela vivente” che può diventare superficie di scrittura e luogo concentrico dove comincia, o ricomincia, l’enigma della parola.

Le Breton osserva anche come il segno lasciato dal tatuaggio traduca la necessità di completare, attraverso la propria iniziativa trasformativa, un corpo che si ritiene insufficiente ad incarnare un sentimento di esistenza piena. Così ci si modifica, per renderci più “simili a noi stessi”.

Rendere eterno l’effimero

Come esseri umani, siamo consapevoli della nostra natura effimera: sappiamo che moriremo e questa consapevolezza ci porta a ragionare sul senso delle cose, collocandole in un orizzonte temporale.

Fabian Fichera – New Concept Tattoo, Legnano (MI) – Instagram: ficherafabianart

Non possiamo controllare la morte, né la sofferenza. Possiamo tuttavia controllare ciò che facciamo nel qui ed ora. Intervenendo sul corpo diamo modo a noi stessi di esercitare una forma di arbitrio. Pur nella consapevolezza che non siamo “per sempre”, la nostra volontà rimane così impressa in modo permanente, dandoci l’illusione di un’opera infinita figlia di una volontà che vuole rifuggire la morte attraverso la memoria.

Il dolore richiama l’idea della morte consentendoci non solo di stipulare una sorta di “patto di sangue” e comunanza con essa, ma creando un legame con chi ci ha portato via. La nostra finitezza può assurgere a termine di paragone per misurare l’autenticità delle nostre esperienze. Proprio perché siamo mortali possiamo dare valore al tempo che passa, alle esperienze che la vita mette sul nostro cammino e ai progetti che facciamo. Senza fine non ci sarebbe inizio, non avrebbe senso esistere in un tempo senza scadenza.

Federica Surro – Core Latino (Roma) – Instagram: federica SurrodarkArtist

Il dolore ha un valore catartico, poiché è un’esperienza di senso che risveglia il corpo dal torpore ricollocandoci in un involucro mortale che può essere ferito e che “sente”, consentendoci di entrare in contatto con la nostra natura ed esperire sensazioni forti delle quali conserveremo un ricordo tangibile.

Si manifesta in questo modo l’espressione della forza vitale che “abita” la carne: l’eterno su un supporto umano che eterno non è.

Ricordare per sempre: il tatuaggio commemorativo

Cesare “Capitan Cece”  Maggiolo – Voodoo tattoo club” (PD) – web:voodootattooclub.com

Con l’incisione del disegno sulla pelle viene inflitta una sorta di “cicatrice controllata” che traspone sul supporto visibile del corpo una cicatrice dell’anima.

Il dolore ha ancora una volta un ruolo importante nel sancire la sacralità dell’evento. Nel corso di una ritualità fatta di ferite e sangue, ciò che è “dentro” emerge nel “fuori”. Come un maieuta, il tatuatore porta alla luce un universo emotivo che giace sottopelle, squarciandone il confine e, in un certo senso, offrendo la possibilità alla persona di assegnare un ordine a qualcosa che prima era oscuro, dando sostanza visibile e “concreta” a un dolore psicologico. La natura di questa pratica diventa un omaggio all’altro che non c’è più, che nasce con la compartecipazione autentica al dolore e permette di fermare sul confine (la pelle) qualcosa che simbolicamente non può stare dentro di noi e allo stesso tempo non vogliamo abbandonare.

Furio Bessone – Furious Ink (Aosta) – Instagram: furiobessone

Dedicare fisicamente un “pezzo di sé” a una persona cara è un modo per portarla con sé per sempre, sfidando la caducità della vita e comunicando la volontà di non dimenticare tramite l’immagine sul proprio corpo.

L’arte maieutica del tatuatore

La scelta del tatuatore difficilmente è casuale. Egli infatti, non è mero esecutore di un “disegno su pelle”, ma assume il ruolo di cerimoniere co-costruttore di un’opera che diventerà parte integrante del corpo e dell’identità della persona che si affida alla maestria delle sue mani. Nella stanza dello studio risuonano le storie dei clienti che, nella somma dei movimenti delle mani dell’artista, si trasformano e prendono colore. È un rito di passaggio che affonda le radici in una cultura primitiva apparentemente dimenticata, ma che assolve a richieste squisitamente umane imponendosi prepotentemente come possibilità.

Per comprendere il significato di un tatuaggio, quindi, non è sufficiente interpretare un disegno come mero segno grafico, perché quello non è! Il disegno prende vita sul corpo reale di una persona con una storia che si incontra con altre persone, ciascuna con narrazioni diverse e differenti sistemi di lettura.

Claudio Ficano (Palermo) – Instagram: claudio_ficano_cf35

L’incontro tra tatuatore e tatuato riflette una possibilità unica perché ogni lavoro è irripetibile e figlio di un legame particolare, che parte dalla fase iniziale della progettazione del disegno e giunge alla fase finale di realizzazione. Ciò che ne deriva è un’opera eterna su un supporto destinato al decadimento e alla morte, che cambia con il cambiare della persona: arte viva e vagabonda!

Archetipi e simboli: il teschio

Paulo McIntyre – tattoo artist “on the road” – Instagram: mcintyretattoo

Una raffigurazione trasversalmente presente nei tatuaggi è il teschio. Come per ogni simbolo non è possibile fornire una chiave di lettura universalmente valida per tutti, tuttavia il rimando alla morte è immediato. Lo scheletro rappresenta infatti ciò che rimane di un corpo, un memento mori che risveglia universalmente l’immagine di ciò che rimarrà di noi a consunzione della carne.

Matteo Paglione – Elegant Goat TattooGallery, Pomezia – Instagram: mat_paglione

Il teschio rappresenta la testa,  fulcro della nostra unicità e sede del pensiero che,  spogliata del proprio simulacro umano, viene consegnata ai posteri in forma radicalmente diversa e definitivamente ridotta all’essenza.

La scelta di questo simbolo può designare un momento di accettazione ed esorcizzazione della morte stessa, un desiderio di agire celebrando (anziché temendo) la nostra naturale caducità dando quindi valore ad ogni attimo proprio perché come sabbia in una clessidra non tornerà indietro.

L’opera dell’uomo ne plasma il corpo e, in senso lato, il destino. Un gesto dal valore apotropaico che con la raffigurazione di qualcosa di spaventoso è volto a scacciare  intende scacciare la paura stessa. La ritualità tribale ci racconta di molte pratiche in questo senso, apparentemente macabre e terrificanti ma simbolicamente cariche di slancio vitale.

Luca Skulltattoo – Skulltattoo Studio, Ficarazzi (PA) – Instagram: Luca Skulltattoo

Non è infrequente che al teschio vengano associati alcuni elementi decorativi con lo scopo di rafforzare o connotare meglio il messaggio. 

Nelle immagini possiamo vederne alcuni esempi.

Paulo McIntyre – tattoo artist “on the road” – Instagram: mcintyretattoo

Cesare “Capitan Cece”  Maggiolo – Voodoo tattoo club” (PD) – web:voodootattooclub.com

Paulo McIntyre – tattoo artist “on the road” – Instagram: mcintyretattoo

Paulo McIntyre – tattoo artist “on the road” – Instagram: mcintyretattoo

Paulo McIntyre – tattoo artist “on the road” – Instagram: mcintyretattoo

Il teschio e la rosa (morte e vita)

Cesare “Capitan Cece”  Maggiolo – Voodoo tattoo club” (PD) – web:voodootattooclub.com

I fiori, soprattutto le rose, vengono spesso accompagnati a questo tipo di iconografia. Al di là della scelta personale e della simbologia che addensa il proprio intimo sentire, questa composizione affianca  idealmente la morte alla vita rappresentata dalla bellezza del fiore.

Sunny Tattoo Artist – Cherry Red Tattoo & Body Piercing (Empoli) – Instagram: sunny_artwork

La stessa rosa non è destinata a durare in eterno, immagine che amplifica il significato del tatuaggio come monito a riconoscere la nostra condizione mortale: la bellezza del fiore è destinata a sfiorire rammentandoci il ciclo della vita ed esortandoci a godere di ogni attimo fugace che ci separa dal nostro orizzonte.

Fabio Martignoni – Rockout Tattoo, Besana in Brianza (MB) – Facebook: RockoutTattoo

Il fiore al contempo riveste anche classicamente il ruolo di omaggio, specie quando associato ai rituali funerari e alla celebrazione della memoria. Vita e morte si presentano così sullo stesso piano, due facce della stessa medaglia, entrambe dimensioni squisitamente naturali che non possono esistere se non insieme.

Cesare “Capitan Cece”  Maggiolo – Voodoo tattoo club” (PD) – web:voodootattooclub.com

Calaveras: un modo diverso di celebrare la morte

Cesare “Capitan Cece”  Maggiolo – Voodoo tattoo club” (PD) – web:voodootattooclub.com

L’arte del tatuaggio attinge da sempre a differenti culture mutuando simboli che, come già affermato, si prestano ad essere investiti di molteplici significati anche sradicati dal contesto originario. La potenza evocativa delle immagini incise sulla pelle regala nuove modalità e nuovi codici per esprimere il proprio sentire che, connotato di volta in volta in modo diverso, mantiene una base comune a livello archetipico.

Luca Skulltattoo – Skulltattoo Studio, Ficarazzi (PA) – Instagram: Luca Skulltattoo

Uno dei disegni che possiamo prendere come esempio in questo senso è lo “sugar skull” di origine messicana. Si tratta della rappresentazione di un teschio dipinto e molto colorato, che richiama i dolcetti votivi che i messicani preparano per festeggiare “El Dia de los Muertos” secondo la tradizione popolare che prevede una grande festa in onore dei defunti in Novembre. Le rappresentazioni della morte di quel contesto sono particolarmente colorate e gioiose  e dipingono l’aldilà in modo pittoresco , con oggetti vivaci e ornamenti floreali.

Manuel Ghezzi  – Teskyo Piercing Shop  (Cantù) – Instagram: manuelghezzitattooer

Tatuarsi un “sugar skull”, il “teschio messicano”, può essere un altro modo di “portarsi addosso la morte” esorcizzandola con i colori della vita e celebrare la propria famiglia. Questi disegni attingono alla credenza di potersi un domani riunire ai propri cari defunti,  che vengono così ricordati in modo positivo nella consapevolezza che vita e morte vadano a braccetto.

Cesare “Capitan Cece”  Maggiolo – Voodoo tattoo club” (PD) – web:voodootattooclub.com

Un invito ai lettori

Desidero concludere rivolgendo un invito ai lettori. Spesso si guarda ai tatuaggi come “inutili segni” considerandoli una moda passeggera e connotata in modo vagamente deviante. Il tatuaggio è un’arte fortemente evocativa e, insieme alle modificazioni corporali, richiama una dimensione “primitiva” dell’uomo con cui nei secoli sembra si stia perdendo il contatto.

Il sentire umano può esprimersi in molti modi differenti e la ritualità, di qualsiasi tipo essa sia, assume un valore importante nelle varie fasi di vita , soprattutto nei momenti di passaggio.

Giovanni Speranza – Speranza tatuaggi (VI) – Instagram: Speranza Tatuaggi

Il tatuaggio offre una modalità peculiare con cui “far parlare il corpo” e, come qualsiasi altra forma d’arte, non è adatta a tutti. Il fatto che la sua storia sia però così intessuta con la storia dell’uomo lo rende degno di essere considerato come possibilità, allo stesso livello di dignità di molte altre. 

Solo attraverso uno sguardo aperto e non giudicante è possibile arricchire il proprio universo di significati, accogliendo anche il diverso e lasciando ogni voce libera di esprimersi nel modo che meglio ne preservi l’autenticità.

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Per approfondire:

riva psicologia.wordpress.com

Social: 

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Instagram: https://www.instagram.com/riva_psicologia/

Si ringrazia per la concessione delle immagini:

    • Cesare “Capitan Cece”  Maggiolo – Voodoo tattoo club” (PD)
      • web:voodootattooclub.com
    • Paulo McIntyre – tattoo artist “on the road”
      • Instagram: mcintyretattoo
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    • Max Santoro – T&B Tattoo Shop (Brindisi)
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    • Giuseppe Teti – Enigma Tattoo Ink (Roma )
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    • Claudio Ficano (Palermo)
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    • Carmine Abblasio – Industria del Tatuaggio, San Nicola la Strada (CE)
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    • Luca Skulltattoo – Skulltattoo Studio, Ficarazzi (PA)
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    • Giovanni Speranza – Speranza tatuaggi (VI)
      • Instagram: Speranza Tatuaggi
    • Bruno Menei, alias Vru H – InkSecte, Rixensart (Belgique)
    • Sunny Tattoo Artist – Cherry Red Tattoo & Body Piercing (Empoli)
      • Instagram: sunny_artwork
    • Manuel Ghezzi  – Teskyo Piercing Shop  (Cantù)
      • . Instagram: manuelghezzitattooer
    • Furio Bessone – Furious Ink (Aosta)
      • Instagram: furiobessone
    • Matteo Paglione – Elegant Goat TattooGallery, Pomezia
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