Un Progetto di Silvia Conti e l’importanza del Restauro Conservativo da una Lettera mai finita, mai spedita, mai letta

Lampadario in Ferro battuto, ingresso storico Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Carissimi Amici di Alla fine dei conti

la Dottoressa Silvia Conti, Restauratrice, si occupa di Restauro Conservativo.

Ingresso storico, Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Uno dei suoi ultimi progetti è relativo alla Messa in Sicurezza e Restauro Conservativo della Cappella del Cimitero di Lovere in provincia di Bergamo.

 Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

La Relazione e lo Studio di fattibilità del Progetto presentato al Comune di Lovere (Bergamo), committente dei lavori, mi offre l’opportunità di evidenziare ed esporre alcune delle motivazioni relative alla necessità di un intervento di Restauro Conservativo.

Lo stato di conservazione del Cimitero di Lovere

Ad oggi la porzione del Cimitero antico si è conservata più o meno inalterata anche se meno immediata nella lettura. Questo a causa dell’intasamento avvenuto negli anni di nuove costruzioni necessarie per le inumazioni in loculi che occupano lo spazio laterale, di altre che si trovano ai due lati dello spazio cimiteriale antico e sotterraneo dello stesso e a un’estensione oltre il lato Ovest. 

 Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

La Cappella del Cimitero di Lovere

La Cappella o Chiesa del Cimitero di Lovere è un edificio ottocentesco parte integrante del Cimitero storico, edificato al margine Nord del Comune di Lovere al confine di Costa Volpino in provincia di Bergamo. Il progetto originario era composto da un ingresso monumentale di gusto classicheggiante con ai lati quattro cappelle di famiglia con copertura a cupola. Dall’ingresso si accedeva a un ampio spazio per le sepolture a terra che culminava e veniva definito nella forma da un emiciclo composto da cappelle di famiglia: alcune ospitate nel portico aperto e scandito da archi a tutto sesto retti da colonne poligonali, altre circolari aventi accesso dal medesimo portico dell’emiciclo. La Cappella del Cimitero, oggetto di questo Studio di fattibilità, è posta al centro dell’emiciclo dal quale vi si accede.

Planimetria dimostrante le Opere per l’ampliamento del Cimitero di Lovere, 1887

Il Cimitero di Lovere, per ragioni demografiche, subì numerosi ampliamenti ed evoluzioni. Della struttura storica si sono conservati l’ingresso con le cappelle laterali, parte dello scalone d’accesso e l’emiciclo con la Cappella al centro. Il primo progetto di effettivo ampliamento è a firma dell’Ing. Casari di Bergamo e dell’impresario Pellini Giuseppe di Lovere. Nella descrizione è presente la costruzione del “Tempietto”, mentre i decori della Cappella sono successivi al 1888, presenti nei documenti di collaudo e citati come elementi mancanti a conclusione dei lavori. In archivio si trovano perizie, computi e collaudi e alcune perizie suppletive relative ai lavori rimanenti da eseguire. Il collaudo effettuato dall’Ing. Dante Ghisalberti è datato 20 Novembre 1888.

Ingresso della Cappella del Cimitero dall’emiciclo antistante con la presenza di due tombe ipogee.  Lovere, Bergamo, Italia

Che cosa sta accadendo?

Da uno studio preliminare la Cappella del Cimitero è risultata essere in uno stato di conservazione mediocre con varie problematiche legate a diversi elementi e materiali costitutivi.  

Ingresso della Cappella, Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Parte dell’ingresso e della volta della Cappella, Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Il timpano della facciata della Cappella, nel lato sinistro, ha perduto il manto di copertura e la lattoneria per cui, a causa delle infiltrazioni retrostanti, sta subendo un degrado repentino e lo sta inducendo ai dipinti interni.

Volta della Cappella, Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

L’oggetto del Progetto

La Cappella del Cimitero di Lovere, posta al centro dell’emiciclo nella parte Nord che delimita il Cimitero antico, è l’oggetto del Progetto di Restauro Conservativo.

Parete sinistra, Cappella Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

La funzione di questo intervento è duplice: mettere in sicurezza le componenti architettoniche a rischio di dissesto, distacco, caduta o degrado e conservare i paramenti; intonaci, lapidei, intonaci modanati e dipinti murali nella loro essenza materiale lasciando inalterato il valore storico artistico e la funzionalità.

Parete destra, Cappella Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Per la Dott.ssa S. Conti sarebbe significativo riuscire a ripristinare un decoro consono al luogo sacro del Cimitero in funzione della sua funzionalità liturgica.

Analisi del manufatto e scelta degli interventi

La Cappella è un edificio di piccole dimensioni posta al centro e un poco arretrata rispetto all’emiciclo antistante. Da un punto di vista ideale e architettonico potrebbe costituire l’abside di una chiesa a pianta basilicale formata dalla superficie del Cimitero stesso. La Cappella funge anche da luogo di sepoltura per Sacerdoti, Suore e Monaci. Nel sottosuolo si trovano sei tombe ipogee: quattro interne alla Cappella e due nell’emiciclo antistante.

Parete di fondo, Cappella Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

L’interno della Cappella è completamente decorato con dipinti murali e lapidi marmoree. La situazione di degrado materiale della porzione bassa degli intonaci e dei dipinti è molto avanzata a causa di diverse eziologie; tra queste le infiltrazioni di acque meteoriche dal manto di copertura e dal canale retrostante la Cappella, che è costruita su di un terreno declivio a una distanza minima dalla roccia retrostante e si trova sotto il livello della strada che corre sul lato Est del Cimitero e collega Lovere a Costa Volpino.

Parte della volta della Cappella in cui sono visibili i danni dovuti alle infiltrazioni di acque meteoriche da cui sarà possibile localizzare i punti di
infiltrazione dal manto di copertura. 

Quelle acque meteoriche che scendono dal tetto e dalla roccia, non trovando una consona via d’uscita, determinano una risalita di umidità molto importante e particolarmente aggressiva per la conservazione dei dipinti.

Affresco della volta, Cappella Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Inoltre, infiltrandosi nelle sepolture ipogee alla Cappella, sono causa del rilascio di sottoprodotti di sostanze organiche azotate che, veicolate dall’acqua di risalita, degradano le superfici murarie.

Affresco dell’abside, Cappella Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

All’interno della Cappella, sulle pareti e sui paramenti decorativi, è ben visibile la condizione di degrado e la zoccolatura, realizzata in cemento liscio, impedisce la corretta traspirazione e asciugatura. Nello stato di conservazione dei dipinti a fresco si rileva la perdita della pellicola pittorica dovuta alla disgregazione del materiale, secondaria alla risalita di umidità.

Particolari dello stato di conservazione degli intonaci modanati e dipinti interni alla Cappella Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Particolari dello stato di conservazione degli intonaci modanati e dipinti interni alla Cappella Cimitero di Lovere, Bergamo Italia

Situazione ipogea 

Le sei tombe ipogee che occupano il sottosuolo della Cappella presentano un problema alle lapidi di chiusura che tendono a sfaldarsi e frantumarsi ai bordi.

Botola di accesso alla tomba delle Sorelle Clarisse, Cappella Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Inoltre si rileva una necessità di verifica dello stato igienico sanitario delle sepolture con creazione di nuovi loculi. Infine si evidenzia l’opportunità di creare un sistema di aereazione degli spazi ipogei che ridurrebbe in modo consistente la risalita di umidità e aumenterebbe la salubrità sotto il profilo igienico sanitario dell’ambiente.

Botola esterna, Cappella Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

La Relazione e lo Studio di fattibilità del Progetto di Messa in Sicurezza e Restauro Conservativo della Cappella del Cimitero del Comune di Lovere (Bergamo) si conclude con le analisi del manufatto, l’analisi dei danni catalogati da mediocri a pessimi, il Progetto di Restauro e le fasi di lavorazione, e con un Ordine delle priorità. Vista la complessità della situazione riscontrata, il carente stato di conservazione e le molteplici necessità d’intervento emerse, connesse all’impossibilità economica di intervenire contemporaneamente su tutto, si è stilato un ordine di priorità al fine di organizzare gli interventi a seconda del loro grado di necessità e urgenza. La Legenda della tipologia di urgenza degli interventi rilevati presenta quattro Priorità: igienico sanitaria, strutturale, contenitiva (per arginare il degrado) e conservativa (restauro degli elementi di interesse storico artistico)

Retro, Cappella Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Il Pipistrello simbolo di Speranza: la Luce allontanerà le Tenebre

Tra i numerosi simboli, probabilmente disposti con un preciso criterio, che si trovano all’interno questo piccolo camposanto, proprio all’ingresso del Cimitero storico campeggia uno splendido lampadario, interamente realizzato in ferro battuto, che per le sue caratteristiche siamo certi non passi inosservato. Il lampadario si compone di una struttura centrale a forma di parallelepipedo esagonale, collegato al soffitto, in cui sono inserite piastre rettangolari di vetro molato di colore verde smeraldo che proteggono la lampada elettrica all’interno. All’esagono è a sua volta collegata, con una serie di catenelle, una struttura ottogonale che lo cinge e lo protegge, arricchita da ornamenti lineari eleganti, come alcuni motivi decorativi o le piccole croci sospese, ma anche apparentemente bizzarri come i pipistrelli con le membrane alari aperte e distese.

Lampadario in Ferro battuto, ingresso storico Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Queste inquietanti presenze sospese sopra coloro che varcano la soglia di questo luogo di sepoltura non solo riportano alla memoria una rappresentazione a pennello di Albrecht Dürer, ma muovendo da quel bellissimo studio che risale all’inizio del 1500, sembrerebbero ricordare il Pipistrello di una delle incisioni più famose al mondo del massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale.

Particolare del Lampadario in Ferro battuto, ingresso storico Cimitero di Lovere, Bergamo, Italia

Albrecht Dürer, Pipistrello con le ali spiegate, un altro con le ali piegate, 1500 circa

Inchiostro nero, inchiostro di china, lumeggiature di bianco, inchiostro bruno. Al. 15,6 x La. 25,0 cm. 

Cabinets des Arts Graphique, Collection du Marchese Charles de Valori , acquisito nel 1907, Museo del Louvre, Parigi, Francia

Albrecht Dürer, Norimberga, Germania, 21 Maggio 1471 – Norimberga, Germania, 6 Aprile 1528 

Albrecht Dürer, Melancholia I, 1514, incisione a bulino su rame, Al. 23,9 x La. 28,9 cm.

Städelsches Kunstinstitut und Städtische Galerie, Francoforte, Germania

Albrecht Dürer, Norimberga, Germania, 21 Maggio 1471 – Norimberga, Germania, 6 Aprile 1528 

Nell’enigmatica incisione a Bulino Melancholia I appare in alto a sinistra, sopra una distesa d’acqua immobile racchiusa da un arcobaleno e irradiata dai raggi di una splendente cometa, un Pipistrello urlante che librandosi in volo ad ali spiegate regge il cartiglio come fosse una targa sulla quale, a caratteri maiuscoli, è scritto il titolo dell’opera MELENCOLIA I. All’interpretazione condivisa della presenza di questo mammifero come simbolo di speranza della luce che lo illumina allontanando le tenebre, se ne aggiunse una meno razionalistica che ipotizza un possibile legame tra il Pipistrello e la nigredo alchemica. La nigredo che rappresenta la fase al Nero della grande opera, in cui la materia si decompone per putrefazione, potrebbe simboleggiare nel Pipistrello questo processo di decomposizione della carne, per cui la materia dovrà decomporsi affinché ritorni al suo stadio primitivo, alla condizione di caos originario della creazione. 

“Ripristinare un decoro consono al luogo sacro e la sua funzionalità liturgica”

Con queste parole la Dott.ssa Silvia Conti formula la funzionalità “alta” dell’intervento. Traduce per iscritto il pensiero che l’ha portata ad accettare di dirigere, per il Comune di Lovere (Bergamo), il recupero delle pitture parietali e delle lapidi marmoree della Cappella per il ripristino di un luogo a cui accedere, con il religioso fervore e la composta serietà del tempo, in un contesto estetico consono al luogo sacro.

Raffaello Sanzio da Urbino, Baldassarre Castiglione, 1514/1515, olio su tela, Al. 82 x La. 67 cm., Museo del Louvre, Parigi, Francia

Raffaello Sanzio da Urbino, Urbino, Ducato di Urbino, Italia, 28 Marzo/6 Aprile 1483 – Roma, Stato Pontificio, 6 Aprile 1520

Un lavoro, quello di coloro che si occupano di Restauro Conservativo che, sia si tratti di affreschi e lapidi marmoree come in questo caso specifico, o di stucchi, dipinti, opere d’arte contemporanea, manutenzione di opere d’arte mobili e immobili, necessita di competenza, professionalità e passione.

Lasciar Vivo l’Antico per costruire il Moderno

Facesti come quei che va di notte,

che porta il lume dietro a sé non giova, 

ma dopo sé fa le persone dotte,

Purgatorio XXII 66 – 70

Per continuare a sostenere il valore di proteggere e tutelare il patrimonio artistico di una nazione, in cui sono impegnati infaticabili operatori dei vari settori, non possiamo esimerci dal ricordare l’umanista, letterato, diplomatico e militare italiano BaldassarreBaldassar, o Baldesar Castiglione (Casatico, Italia, 6 Dicembre 1478 – Toledo, Spagna, 8 Febbraio 1529) che per conto di Raffaello Sanzio da Urbino (Urbino, Ducato di Urbino, Italia, 28 Marzo/6 Aprile 1483 – Roma, Stato Pontificio, 6 Aprile 1520) si rivolse nel 1519 a Papa Leone X (Giovanni di Lorenzo de’ Medici, Firenze, Italia, 11 Dicembre 1475 – Roma, Italia, 1° Dicembre 1521) per riflettere sulla consapevolezza umanistica del patrimonio architettonico e archeologico che le antichità di Roma trasmisero al Rinascimento, su chi abbia il diritto di possedere le antichità e infine per sostenere la necessità di istituire una normativa di protezione che considerasse l’importanza del non-frazionamento delle opere. 

Raffaello Sanzio da Urbino, Autoritratto presunto,  1504/1506, tempera su tavola. Al. 47,5 x La. 33 cm. Gallerie degli Uffizi, Firenze, Italia

Raffaello Sanzio da Urbino, Urbino, Ducato di Urbino, Italia, 28 Marzo/6 Aprile 1483 – Roma, Stato Pontificio, 6 Aprile 1520

Un testo, questa missiva, che dal 1519 si rivalorizzò dopo oltre due secoli di buio d’archivio per merito della pubblicazione del volume:

Opere volgari e latine del conte Baldessar Castiglione novellamente raccolte, ordinate, ricorrette, ed illustrate, come nella seguente lettera può vedersi, da Gio: Antonio, e Gaetano Volpi dedicate all’eminentissimo e reverendissimo Signor Cardinale Cornelio Bentivoglio D’Aragona Ministro per Sua Maestà Cattolica alla Corte di Milano. Padova, Comino 1733 In 8°(26,5×19,5); pagine (2),34,XXXII,436(2). Ritratto in rame del Conte Castiglione al verso della prima carta ad opera dell’incisore M. Francia. Frontespizio con piccola vignetta in rame di Comino raffigurante un archeologo intento al suo lavoro. Capilettera inseriti in vignette silografiche, fregi e finalini in legno. Legatura in cartone editoriale coevo. 

Raffaello Sanzio da Urbino, Autoritratto con un amico, 1519, olio su tela, Al. 99 x La. 83 cm. Museo del Louvre, Parigi, Francia

Raffaello Sanzio da Urbino, Urbino, Ducato di Urbino, Italia, 28 Marzo/6 Aprile 1483 – Roma, Stato Pontificio, 6 Aprile 1520

Nella notte di Venerdì Santo 6 Aprile 1520 Raffaello Sanzio morì a Roma. Il nobile letterato e collezionista d’arte veneziano Marcantonio Michiel (Venezia, Italia, 1448 – Venezia, Italia, 9 Maggio 1552) annotò nel suo Diario:

“Dolse la morte sua precipue alli litterati, per non haver potuto fornire la descrittione e pittura di Roma antiqua che ‘l faceva, che era cosa bellissima, pro perfettione della quale haveva ottenuto un breve dal Papa che niuno potesse cavare in Roma, che non lo facesse intravenire. Morse a ore 3 di notte di Venerdì Santo venendo il Sabato, giorno della sua natività. Adì 7 di Aprile el Sabato Santo disse Messa in Cappella il Cardinale d’Araceli” (La Malfa Claudia, Raffaello. La rivoluzione dell’antico. Milano, Rizzoli, 2020)

Si disse un progetto grandioso, “mettere in disegno Roma antiqua”, che solo Raffaello Sanzio, definito da Giorgio Vasari (Arezzo, Italia, 30 Luglio 1511 – Firenze, Italia, 27 Giugno 1574) un “Dio mortale”, avrebbe potuto portare a compimento. In quei giorni di Aprile i crolli e i dissesti nel Palazzo Pontificio, tanto da costringere Papa Leone X a lasciare frettolosamente il proprio appartamento per trasferirsi in quello del Cardinale Innocenzo CyboCibo (Genova, Italia, 25 Agosto 1491 – Roma, Italia, 13 Aprile 1550) vennero intesi come un presagio della scomparsa di Raffaello.

Raffaello Sanzio da Urbino, Papa Leone X e i cugini cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, 1518/1519 olio su tavola

Al. 154 x La. 119 cm. Gallerie degli Uffizi, Firenze, Italia

Raffaello Sanzio da Urbino, Urbino, Ducato di Urbino, Italia, 28 Marzo/6 Aprile 1483 – Roma, Stato Pontificio, 6 Aprile 1520

Il nuovo libro del Prof. Francesco Paolo Di Teodoro

Francesco Paolo Di Teodoro, è Professore ordinario di Storia dell’Architettura al Politecnico di Torino. Nel suo nuovo Libro intitolato LETTERA A LEONE X DI RAFFAELLO E BALDASSARRE CASTIGLIONE (Biblioteca dell’«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia, vol. 503 – 2020, cm 17 x 24, xii -72 pp. con 32 tavv. f.t. a colori ISBN: 9788822266774) racconta la storia della “Lettera” su cui si fonda il moderno concetto di tutela, messo oggi in rapporto con l’Art. 9 della Costituzione.

Anonimo, noto come Maestro di Oxford, Interno del Colosseo con dotti (Taccuino del maestro di Oxford) 1515 circa.

Penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, taccuino in folio Oxford, Ashmolean Museum

Di Teodoro Francesco Paolo, Lettera a Leone X, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2020

La “Lettera a Leone X” è una Lettera dedicatoria e il prologo di una sorta di trattato di nuova concezione in cui la planimetria di Roma sarebbe stata accompagnata dai disegni architettonici degli edifici esemplari presentati in pianta, prospetto e sezione. La Lettera rimasta incompiuta è conosciuta in quattro testimoni: tre manoscritti e uno a stampa. Il manoscritto di sei fogli sciolti, piegati in modo da formare 24 pagine, si trova dal 2016 nell’Archivio di Stato di Mantova acquistato dallo Stato presso i conti Castiglioni che lo conservavano nel loro archivio privato. Un’operazione conclusasi felicemente nel 2016 per merito dell’operato di valenti professionisti: la Dott.ssa Daniela Ferrari e il Dott. Gino Famiglietti.

Le idee espresse nella Lettera sono solo di Raffaello Sanzio?

Il Prof. F. P. Di Teodoro precisa siano di entrambi. Il testo autografo è di B. Castiglione che mette l’opera in bella lingua e la  parte più tecnica, la seconda, è propria dell’Architetto Raffaello S. 

Una pagina della Lettera a Leone X

L’appartenenza delle idee sia a B. Castiglione che a Raffaello S. si rivela osservando la minuta conservata, in cui ripensamenti e cancellature sono molto numerosi nella prima parte, più radi nella seconda. Il Prof. F. P. Di Teodoro ritrova nel 2015 la brutta copia del documento nell’edizione del 1733 del libro pubblicato a Padova dalle Edizioni Giuseppe Comino di cui riesce a leggere tutto ciò che era scritto sotto le cancellature che rivelano come fosse stato inizialmente costruito il testo.

Raffaello Sanzio da Urbino, La Scuola di Atene. Dettaglio, 1509, affresco. Stanza della Segnatura. Stanza di Raffaello. Musei Vaticani

Raffaello Sanzio da Urbino, Urbino, Ducato di Urbino, Italia, 28 Marzo/6 Aprile 1483 – Roma, Stato Pontificio, 6 Aprile 1520

Quest’anno il 2020 è l’anno dedicato a Raffaello Sanzio, il grande artista simbolo dell’età aurea del pieno Rinascimento italiano a Cinquecento anni dalla morte. Pittore, architetto, sublime disegnatore, erede e prosecutore dell’arte degli antichi, successore di Donato “Donnino” di Angelo di Pascuccio, detto il Bramante, (Fermignano, Italia, 1444 – Roma, Italia, 11 Aprile 1514) nella conduzione della fabbrica della nuova Basilica di San Pietro; il primo capace di praticare un’arte “totale” dove pittura, scultura e architettura si compenetrano. Fu Raffaello S. il committente di un volgarizzamento del De architectura (Sull’architettura – Trattato latino) scritto nel 15 a. C. circa da Marco Vitruvio Pollione (80 – 70 a. C. – dopo 15 a. C. circa), e ospitò nella sua casa per tutto il tempo dell’incarico il traduttore, Filologo, collaboratore e amico Marco Fabio Calvo (Ravenna, Italia, 1440 circa – Roma, Italia 1527) .

Raffaello S. e la forza nella relazione di tutela

Raffaello S. fu l’ideatore di un progetto di ricostruzione della fisionomia architettonica della Roma imperiale, la teorizzazione rinascimentale del moderno disegno in proiezione ortogonale secondo la terna Pianta – Prospetto – Sezione per codificare le regole del disegno architettonico e, con l’amico Baldassarre Castiglione, contribuì a creare la Lettera a Leone X fondamento del moderno concetto di tutela che ancora rende viva la legislazione italiana sintetizzata nel suo riferimento all’Articolo 9 della nostra Costituzione.

Articolo 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34].

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Il tema della tutela, promossa dall’Architetto-Pittore Raffaello S. che al tempo poté contare sul denaro di un Papa, e della protezione del patrimonio, dovrebbe essere considerato nel contesto estetico universale. Si dovrebbero stabilire sempre più garanzie proteggendo le opere dal mercato selvaggio con confronti su fronti differenti in ambito internazionale, ponendo il patrimonio e il paesaggio in intima unione.

Raffaello Sanzio da Urbino, Giovane uomo che porta un vecchio uomo sulla schiena, 1514 circa, sanguigna, Albertina, Vienna, Austria

Raffaello Sanzio da Urbino, Urbino, Ducato di Urbino, Italia, 28 Marzo/6 Aprile 1483 – Roma, Stato Pontificio, 6 Aprile 1520

Questo disegno realizzato a sanguigna, databile nel 1514 circa, raffigurante il giovane Enea che porta sulle spalle il vecchio padre Anchise è uno studio preparatorio per l’Incendio di Borgo. Un’immagine solenne e commovente che inclusa nel complesso pittorico delle Stanze Vaticane chiarifica quanto per Raffaello S. fossero considerati patrimonio non solo le antichità, ma gli antichi, anche i vecchi. Gli anziani maestri erano ritenuti indispensabili per trasmettere il loro sapere, i valori vissuti, le tradizioni comunitarie e le modalità con cui i popoli, nelle diverse epoche, si rapportarono allo spazio nei diversi contesti.

Raffaello Sanzio e aiuti, Incendio di Borgo, 1514, Al. 670 x La. 500 cm. circa, Stanza dell’Incendio di Borgo, Musei Vaticani 

Raffaello Sanzio e aiuti, Incendio di Borgo, 1514, Al. 670 x La. 500 cm. circa, Stanza dell’Incendio di Borgo, Musei Vaticani 

Una scena densa di significato educativo ed esistenziale che lascia una traccia indelebile sul valore attribuito alla vita degli uomini e indirettamente al loro operato in grado di creare il nuovo senza distruggere il passato su cui fondare le nuove civiltà. Molte voci autorevoli italiane, nel tempo, hanno stimolato la riflessione della consapevolezza che la conoscenza delle opere d’arte, come «bene comune», è imprescindibile dalla loro preservazione in funzione della loro trasmissione alle generazioni future. Raffaello S. osserva le antichità di Roma, i marmi, gli edifici e si rende conto della differenza della conservazione tra pittura e architettura, della fondamentale importanza di fare ricerca per stabilire un collegamento tra le opere d’arte. La voce di questo grande artista è la voce per una tutela contestuale del patrimonio, come l’eredità di immagini, testi, pietre.

Giulio Romano, Monumento Funebre di Baldassarre Castiglione, Cappella Castiglioni

Santuario Beata Vergine Maria delle Grazie, Grazie di Curtatone, Mantova, Italia

Giulio Pippi de’ Jannuzzi o Giannuzzi, detto Giulio Romano, Roma, Italia 1499 circa – Mantova, Italia, 1° Novembre 1546 

Una Lettera mai finita, mai spedita, mai letta

Così sembrerebbero essersi svolti i fatti. Questa Lettera pensata dall’eccellente Raffaello S., stesa con un’accurata scelta di parole da Baldassarre C. e indirizzata a Papa Leone X per perorare la causa di fermare la distruzione degli antichi monumenti, resi negli anni come ossa di corpi senza carne, ha lasciato un segno imperituro. All’attenta descrizione della bellezza di Roma, continuamente vessata dagli atti barbarici e dall’ignoranza, Raffaello rivolge al Papa una preghiera perché decida di arrestare tale sciagura.

  «haver cura che quello poco che resta di questa anticha madre [Roma] de la gloria e grandezza italiana

non sia estirpato e guasto dalli maligni e ignoranti» 

…riferendosi alla magnificenza di quelle antiche architetture che avrebbero potuto…

«nutrire e favorire le virtù, risvegliare li ingegni, dare premio alle virtuose fatich

Tomba di Raffaello Sanzio, Pantheon, Roma, Italia

Raffaello Sanzio il Rivoluzionario

Un’idea quella avanzata da Raffaello S. per mano di Baldassar C. straordinaria e rivoluzionaria. Proteggere i monumenti e gli oggetti ricevuti dagli antenati nella dinamica convivenza tra presente e passato in funzione dell’avvenire, rivalutando il legame con le opere nell’impegno a preservarne memoria attraverso la cura e la conservazione. La piena coscienza della tutela del patrimonio storico artistico come tutela contestuale ha inizio con profondo il desiderio di salvezza delle rovine di Roma antica, un corpo unico e indivisibile da mantenere per la continuità del sapere e sul quale elaborare le idee per il futuro.

Un caro saluto

Elena Alfonsi

Ringraziamenti

Ringrazio sentitamente la Dott.ssa Silvia Conti per aver contribuito alla stesura di questo Articolo avendomi permesso di consultare l’intero Progetto di Messa in Sicurezza e Restauro Conservativo della Cappella del Cimitero di Lovere (Bergamo), da Lei elaborato e presentato al Comune di Lovere, committente dei lavori.

Ringrazio il Sindaco del Comune di Lovere per avermi concesso la consultazione del Progetto della Dott.ssa Silvia Conti (www.silviaconti.it).