Comprendere la Morte. Letteratura e Death Education

Alessandro Sicioldr, La Nascita, 2019, olio su lino, Al. 140 x La. 200 cm.

Carissimi Amici di Alla fine dei conti

in questo difficile momento della storia dell’Uomo, Alla fine dei conti, Rassegna di Cultura dal 2017 a Mantova nella Casa del Mantegna, Vi propone alcune letture per riflettere e comprendere meglio il valore della Vita e della Morte.

E’ attraverso la Tanatologia, materia interdisciplinare vastissima, che il Tanatologo approfondisce gli studi sulla Morte e sul Morire nel proprio ambito di ricerca. L’Etimo della parola Tanatologia si compone di Tanato e Logia. Tanato deriva da Thanatos che significa Morte, Logia deriva da Lògos che significa Parola. Una formazione per imparare a considerare le esperienze di Perdita (intesa nelle diverse accezioni) e Lutto come una parte essenziale della costruzione del senso della Vita.

Alessandro Sicioldr, Fuoco Antico, 2018, olio su lino, Al. 150 x La. 200 cm.

La paura di morire, di un corpo che si trasforma e della sua successiva decomposizione è un’ossessione da emarginare. Per questo, è indispensabile colmare la distanza che separa il pensiero dei vivi dal loro giungere comunque inesorabilmente a un termine conducendo la società a raggiungere un conveniente livello intellettuale e morale per divenire: “amica della Morte” “alfabetizzata dalla Morte”.

Alessandro Sicioldr, La Fuga, 2018, olio su lino, Al. 120 x La. 150 cm.

Guidare alla presa di coscienza dell’ultimo avvenimento della vita umana reintegrando il pensiero della morte nella vita collettiva è un terreno educativo da presidiare in una prospettiva didattica costante, non emergenziale, né riparatoria ossia che tenda a allontanarne o peggio sradicarne il ricordo. Dobbiamo invece favorire il riavvicinamento dell’uomo al pensiero della morte. L’obiettivo è rendere cosciente la comunità della fondamentale importanza di un percorso di consapevolezza dell’esistenza di un fine vita nell’inscindibile rapporto con la vita.

Attraverso la cultura potremo sempre riflettere sulla cessazione delle funzioni vitali dell’uomo per rendere gli individui più maturi e di supporto nei riti di passaggio per la pace dei vivi.

Alessandro Sicioldr, La Visita, 2018, olio su lino, Al. 140 x La. 240 cm.

Ogni giorno terribili avvenimenti parlano della Morte. Ma ciò di cui non parlano è dell’enorme difficoltà di gestire l’angoscia causata dall’incontro con la Morte.

Aiutiamoci a tenere aperti spazi di dialogo e di confronto con una Cultura multidisciplinare per parlare della Morte come una Realtà Concreta che impone di comprenderne il senso dilatando l’interesse per la Vita e i suoi significati.

Il nostro compito è fare in modo che il dolore per la Morte sia un dolore che possa essere gestito e non travolga.

Alessandro Sicioldr, La Sfinge Nera, 2017, olio su lino, Al. 75 x La. 55 cm.

Dovrebbe essere la Scuola, la prima realtà all’interno della quale iniziare un percorso di Educazione alla Morte.

In Italia il tema della Morte è tutt’ora bandito dalle scuole. E’ stato invece dimostrato che l’Educazione alla Morte, anche nel contesto scolastico e adeguatamente strutturata, può educare a gestire difficoltà emozionali relative alla Perdita in genere, permettendo a bambini e adolescenti di attivare strategie di coping e relisilienza dinanzi alle difficoltà che la vita impone.

Un caro saluto

Elena Alfonsi

Maddalena Floriani – Ines Testoni (a cura) Non ho più paura. Un percorso di death education con i bambini. EMP, Fuori Collana, 2018

Un libro per tutti coloro che si trovano ad affrontare la morte: insegnanti, educatori, catechisti, genitori, nonni, familiari

Come parlare ai bambini della morte? Come aiutarli a viverla? Questo libro introduce il bambino dai tre ai dieci anni alla gestione della paura della morte, affinché fin dall’infanzia ne possa parlare in modo maturo e consapevole. Si tratta di un percorso il cui obiettivo è quello di aiutare i bambini a diventare adulti consapevoli, dando a loro e alle loro famiglie, la possibilità di parlare e riflettere intorno a temi difficili da affrontare, come quello della morte e del morire. Con schede di approfondimento per genitori e insegnanti. con schede operative per attività a livello corporeo e sensoriale: musica / arte / gioco/proposte di giochi / psicomotricità / esperienze simboliche.

Ines Testoni, Dopo la notizia peggiore. Elaborazione del morire nella relazione. Padova, Piccin, 2011   

Presentazione , AIUTARE L’UOMO, di Emanuele Severino

Ines Testoni, L’ULTIMA NASCITA. Psicologia del morire e Death Education, Torino, Bollati Boringhieri, 2015

“Si vis vitam, para mortem. Se vuoi sopportare la vita, disponiti ad accettare la morte”

Nell’esortazione di Freud, scandita mentre era in atto la carneficina della prima guerra mondiale, riecheggiano i millenni della storia umana, gli immani tentativi di ogni civiltà di fronteggiare quella che è stata chiamata “la regina di tutti i terrori”, allestendo gli apparati simbolici che mettevano la morte in continuità con la vita e la accoglievano nel perimetro, dei viventi secondo principi socialmente condivisi e canoni ritualizzati. Oggi, dopo che si è interrotta la lunga tradizione di pratiche relazionali intorno al morire – sempre più espulso dal comune orizzonte cognitivo, emozionale e valoriale, ma al contempo oggetto di dibattuti protocolli bioetici che disciplinano le terminalità protratte -, è ineludibile educare alla mortalità. Diffusa da decenni nei Paesi anglosassoni, la Death Education si propone di rinsaldare gli ancoraggi psicologici che consentono di riconoscere i profili dell’angoscia, prevenire i fattori scompensanti del lutto patologico ed elaborare i vissuti di perdita a tutte le età, in particolare durante l’adolescenza, quando è maggiore il rischio di condotte autolesive e ideazioni suicidarie e rimane ancora indefinita la tassonomia di gravità delle esperienze. Un buon esercizio di resilienza, che Ines Testoni prospetta nella sua completa ricognizione dei Death Studies. Prefazione di Emanuele Severino.

 Davide Sisto, Ricordati di me. La rivoluzione digitale tra memoria e oblio. Torino, Bollati Boringhieri, 2020

I social network stanno diventando degli enormi archivi digitali, a partire dai quali è possibile costruire – in maniera del tutto inedita – una grande autobiografia culturale collettiva, in cui ciascuno contribuisce con parole e immagini a delineare tanto il proprio profilo biografico quanto quello degli altri, plasmando insieme la memoria personale e quella collettiva.

Ecco che si avvicinano gli ultimi giorni di dicembre e puntualmente Facebook ci propone un video, colorato e un po’ pacchiano, che si intitola «Il tuo anno su Facebook». Dura circa un minuto, e vi si alternano le immagini e i post che nei dodici mesi trascorsi hanno ricevuto il maggior numero di like e commenti. Alla fine del video leggiamo: «A volte, uno sguardo al passato ci aiuta a ricordare quali sono le cose più importanti. Grazie di esserci!». Proprio questo sguardo al passato – su cui sempre di più si concentrano i social network – offre a Davide Sisto lo spunto per riflettere su come cambia nell’era digitale il nostro rapporto con la memoria e l’oblio. Il passato non esiste realmente: è solo una storia che raccontiamo a noi stessi. Ma cosa succede quando questa storia la raccontiamo non solo a noi ma anche ai nostri follower, registrandola, insieme ad altri milioni di utenti, all’interno dei nostri profili social e sul web, rendendola consultabile per sempre? I social network stanno diventando degli enormi archivi digitali, a partire dai quali è possibile costruire – in maniera del tutto inedita – una grande autobiografia culturale collettiva, in cui ciascuno contribuisce con parole e immagini a delineare tanto il proprio profilo biografico quanto quello degli altri, plasmando insieme la memoria personale e quella collettiva. Con gli strumenti della filosofia – che nelle mani di Sisto non ha paura di confrontarsi con i temi più caldi e controversi della cultura digitale – Ricordati di me ci aiuta a esplorare la rivoluzione digitale in corso, che lascerà agli storici del futuro un patrimonio di tipo nuovo. L’organizzazione collettiva dei testi e del linguaggio, che si verifica quotidianamente online, infatti, incoraggia una scrittura non creativa, che per la prima volta attribuisce valore al plagio, al furto, al copia e incolla, all’appropriazione dei testi altrui, ma anche alla cooperazione generale e alla solidarietà scientifica e letteraria.

Alba Marcoli, La nonna è ancora morta? Genitori e bambini davanti ai lutti della vita. Mondadori, 2014

 “Perché si muore?”, “Perché Gesù è risorto e il nonno no?”, “Mamma, ma quando io sarò grande tu sarai vecchia? E quando sarai vecchia, morirai? Allora io non voglio crescere, perché altrimenti dopo tu muori!”

I bambini fanno spesso domande sulla morte, mettendo in imbarazzo noi adulti, affannati a trovare risposte che quasi sempre non abbiamo. Tanto più che la morte è oggi relegata nel terreno dell’impensabile, lontana, distante. Invece le perdite fanno parte della vita di tutti e crescere implica un continuo, quotidiano confronto con il dolore e il lutto. Ogni passaggio di crescita è infatti caratterizzato da una conquista, ma anche da una perdita: bisogna perdere il nostro ieri per far spazio al nostro domani. In questo senso, il lutto è evolutivo. Quando però un lutto colpisce la nostra famiglia, se c’è un bambino preferiamo quasi sempre tacere con lui, pensando così di proteggerlo, convinti come siamo che i bambini siano troppo piccoli per capire e vadano protetti dai fatti dolorosi della vita. Ma la loro “beata innocenza” è solo uno stereotipo: se c’è una grave preoccupazione o un dispiacere in casa il bambino, con i suoi sensi all’erta, lo percepisce subito. E sono proprio l’incertezza e la confusione prodotte dal nostro silenzio che più lo disorientano e che rischiano di lasciarlo solo davanti a qualcosa più grande di lui. Quando poi scoprirà la verità, cosa che alla fine inevitabilmente succede, si sentirà per giunta ingannato e tradito da coloro di cui più si fida.

Rita Valentino Merletti, Bruno Tognolini, Leggimi forte. Accompagnare i bambini nel grande universo della lettura, Milano, Salani, 2006.

Come nasce un lettore? Esiste una ricetta in grado di suscitare nei bambini l’amore per i libri?

Come tutte le pietanze più buone, anche questa ha di base pochi, essenziali ingredienti: disponibilità e pazienza (del genitore), curiosità e attenzione (del piccolo) e tanti libri in dispensa. Ma qualche volta il miscuglio non ha l’effetto sperato, e quello che si vorrebbe un momento magico di condivisione di storie rischia di diventare una parentesi svogliata e irritante tra le mille attività del giorno e la tappa forzata ma necessaria del sonno. È quello il momento in cui si è più tentati di rinunciare a favore della dieta ipertrofica della televisione; ma vale la pena fermarsi a pensare e, come suggerisce uno degli autori, fare qualcosa insieme: se ci si annoia, ed è umano, è noia personale, inventata, di certo non propinata da altri. In questo saggio-riflessione, un’autorevole esperta di letteratura per l’infanzia e uno dei più importanti autori italiani di libri per ragazzi si alternano per raccontare, spiegare, suggerire come i libri possano unire profondamente adulti e bambini, creando un rapporto esclusivo di condivisione, curiosità e complicità. La voce dell’adulto che legge ai più piccoli diventa la prima, indimenticabile canzone dell’infanzia; successivamente, quando il bambino è in grado di scegliere e leggere autonomamente, diventa gioco e partecipazione.

Roberto Piumini, Mattia e il nonno, Einaudi Ragazzi

La scommessa di speranza di un Piccolo e un Grande

La scommessa di speranza iniziata dall’Autore ne Lo stralisco continua: anche qui un piccolo e un grande, scambiandosi le proporzioni, camminano insieme, parlando guardano il mondo, e giocano fino in fondo, con regole d’amore, il gioco più grande.

“Con il gomitolo in mano il nonno sparì fra i girasoli, mentre Mattia restava fermo con il capo del filo. Passò del tempo, e Mattia, tenendo stretto il filo, aspettava e guardava il cielo. Vide passare anatre, nuvole, un aereo, rondini, farfalle, bombi. Poi sentì un grido abbastanza lontano: era il nonno. Allora Mattia entrò nel bosco di girasoli, e cominciò ad avvolgere il filo rosso, che si stendeva ben visibile fra i fusti verdi e le foglie. Il gomitolo diventò sempre più grosso fra le sue mani, e le foglie dei girasoli frusciavano, un po’ per il vento, un po’ per il passaggio di Mattia. Ogni tanto il filo cambiava direzione, e Mattia lo seguiva tranquillo, avvolgendolo piano piano. E quando il gomitolo fu grosso più della mela, Mattia sbucò dai girasoli e vide il nonno seduto sull’erba, col capo del filo fra le mani, che aspettava.” Età di lettura: dai 9 anni.

Roxane Marie Galliez, Eric Puybaret, Ho lasciato la mia anima al vento, Emme Edizioni

La Morte è nell’ordine delle cose

Un magnifico album racconta con grande poesia l’addio di un nonno al nipotino. Una storia capace di commuovere adulti e bambini, una poesia ricca di immagini evocative, un grande messaggio d’amore. Il testo, altamente poetico, racconta la morte attraverso la vita. La morte è nell’ordine delle cose, sembra dire il nonno al bambino, e bisogna soltanto saper mantenere in vita il filo che ci lega a chi ci ha lasciato, un filo fatto d’amore e di ricordi. Allora, e solo allora, l’assenza potrà diventare dolce e naturale. Età di lettura dagli 8 anni.

Anna Lavatelli, David Pintor, La nonna in cielo, Lapis, I Lapislazzuli, 2014

Una Nonna in cielo non ti perde mai di vista

Dal suo giardino, Emma può vedere tutto quanto il cielo. Lassù ora c’è anche la sua nonna, che fa capolino tra le nuvole. Insieme giocano, si divertono, ridono… ed Emma sa che una nonna in cielo non ti perde mai di vista. Un libro dedicato al legame che nulla può spezzare tra una nonna e la sua nipotina. Età di lettura: dai 4 anni.

Tim Bowley & Natalie Pudalof, Jack e la Morte, Logos Edizioni

Che cosa succede in un Mondo senza Morte?

Passeggiando per calmare il dolore, Jack incontra la Morte. Quando capisce che sta andando a prendere sua madre, che è a casa ammalata, decide di ordire un piano per sbarazzarsi di lei. Con grande astuzia, nel corso di una serie di sfide, riesce infine a rinchiuderla in un vaso, che appende al ramo di un albero. Ma cosa succede in un mondo senza morte? Felice per la guarigione di sua madre, Jack si accorgerà presto che la realtà intorno a lui si è trasformata in un caos. In questa narrazione tratta da un racconto tradizionale britannico, Tim Bowley ci presenta la morte come parte complementare della vita, un evento da accettare serenamente perché rientra nel corso delle cose. Le illustrazioni di Natalie Pudalov creano storie parallele che accompagnano le parole: fiori rossi che crescono e appassiscono, un filo rosso che alla fine del racconto verrà reciso, un cagnolino che, fedele compagno, accompagna Jack nel suo strenuo tentativo di salvare la mamma.

Una fiaba dalla struttura tradizionale per avvicinarsi al tema della morte e un libro pieno di piccoli dettagli tutti da scoprire. Età di lettura: dai 6 anni.

Alberto Laiseca, Alberto Chimal, La madre e la morte, Logos Edizioni

“Non bisogna mentire ai bambini; devono sapere che il mondo è spaventoso, non si può fare altrimenti. La paura aiuta a crescere non solo in letteratura, ma anche nella vita.” – Alberto Laiseca

In questo libro doppio, due apprezzati narratori latinoamericani – uno argentino e l’altro messicano – affrontano con coraggio e delicatezza il tema del sacrificio che una madre è disposta a compiere per opporsi a un evento tragico e irreversibile: la morte di un figlio. In La madre e la morte Alberto Laiseca rielabora un racconto poco noto di Hans Christian Andersen mostrandoci una madre che, per riprendersi il bambino sottrattole dalla Morte, attraversa fiumi, boschi e montagne senza badare a ciò di cui deve privarsi lungo il cammino. La perdita di Alberto Chimal ci parla invece di una madre che perde il figlio durante un terribile terremoto; incapace di rassegnarsi alla sua morte, prega gli dei di restituirglielo, ma questi decidono di esaudire il desiderio a modo loro. Entrambe le storie, collocate a metà strada tra la tragedia classica e la tradizione orale, ci mettono di fronte alle nostre paure più profonde per permetterci di fare i conti con l’ineluttabilità del destino e la Morte, presenza terribile e spaventosa con cui però siamo costretti a convivere, e che solo attraverso l’arte possiamo esorcizzare. A collocare i due racconti in un medesimo universo narrativo fatto di teschi, presenze inquietanti e atmosfere macabre ci pensa Nicolás Arispe con dettagliate illustrazioni in bianco e nero ricche di simbolismo, le quali propongono una lettura che va ben oltre le parole. Età di lettura: dai 10 anni.

Beatrice Masini, Arianna Papini, Si Può, Carthusia Edizioni

Una voragine si apre, ma non è la fine di tutto

SI PUÒ racconta, in modo indiretto, delicato e poetico, la terribile esperienza della perdita di un familiare stretto, un lutto che stravolge la vita di un bambino e della sua famiglia… una voragine che si apre… ma che non è la fine di tutto. In collaborazione con FILE – Fondazione Italiana di Leniterapia. Età di lettura: dai 9 anni.

Pablo Albo & Miguel Angel Diez, L’ultimo canto, Logos Edizioni

La Morte insegnata attraverso la storia di Gallo Filiberto

Tutte le mattine il gallo Filiberto sale sul campanile e, con il suo “O sole mio…”, dà la sveglia agli abitanti del villaggio. Nulla cambia per lunghi anni, così tanti da credere che tutto continuerà allo stesso modo per sempre. Ma con il tempo il gallo si fa anziano e, una notte, chiude gli occhi per non svegliarsi più…
La morte è un concetto difficile da comprendere per i più piccoli e da spiegare per gli adulti; L’ultimo canto la affronta in modo naturale, esplorando tutte le fasi affettive che si sperimentano dopo una perdita – il lutto, l’accettazione e finalmente il ricordo – senza perdere la tensione narrativa né l’emozione. Ma l’albo non si limita ad avvicinare i più piccoli alla normalità del fenomeno della morte e a insegnare loro a valorizzare la vita; la storia evidenzia anche, simbolicamente, l’importanza della trasmissione delle conoscenze, vista come un elemento chiave del processo di maturazione e crescita emotiva.
Questi concetti e valori vengono rinforzati dalle interessanti prospettive e fantastiche composizioni pittoriche di Miguel Ángel Díez, che per questo albo ha creato personaggi elaborati con connotati antropomorfi. Età di lettura: dai 6 anni.

Silvia Santirosi, Chiara Carrer, Il treno, Logos Edizioni

Come posso dirti tutto questo bambina mia?

Come posso dirti
che le persone che amiamo
muoiono, ci lasciano e vanno via?
Come posso dirti
che l’amore e la gioia fanno parte della vita
come il dolore e la tristezza?
[…]
Come posso dirti tutto questo, bambina mia?
Allora non ti dico niente e inizio a raccontarti una storia.

La piccola protagonista de Il treno deve far fronte alla terribile perdita della madre. Suo padre sceglie di ricorrere a una storia per aiutarla a capire un avvenimento tanto doloroso quanto naturale.

Fin dall’antichità i racconti sono serviti come veicolo di conoscenza e strumento di comprensione. Il metodo di insegnamento attraverso il racconto è molto efficace, come dimostra la sua enorme diffusione e l’impiego di questa tecnica narrativa in molte tradizioni spirituali. Il suo uso a fini didattici per la trasmissione di verità universali rimanda alle parabole evangeliche, una tecnica usata anche nel Talmud, nel Bhagavadgītā, nelle Ghāthā di Zarathuštra e nel Corano. Età di lettura: dai 7 anni.

Chiara Valentina Segré, Paolo Domeniconi, Oscar il gatto custode, Camelozampa

La storia di Oscar che accompagna i suoi amici nel loro viaggio più importante

E’ una storia strana. È ancora più strana perché è una storia vera. È stranissima anche l’ambientazione, Providence, Rhode Island, luogo di nascita di uno degli scrittori più insoliti, H.P. Lovecraft, sognatore e amante dei gatti, da lui chiamati “signori dei tetti” e “cugini della Sfinge”.
Guarda caso, il protagonista della nostra storia è proprio un gatto, “ma non un gatto qualunque”, per usare le sue parole, o meglio le parole che Chiara Segré usa per lui.

Oscar vive in un ospedale per lungodegenti, è stato adottato dalla struttura e quindi gira indisturbato per i corridoi. Non è un gatto coccolone, se ne sta per i fatti suoi, tranne che in alcune rare occasioni.
Infatti Oscar ha un dono, che lo ha reso talmente famoso da meritare articoli sui giornali, varie fan page su Facebook e aver ispirato autori famosi, tra cui Stephen King: Oscar percepisce con un certo anticipo quando un paziente del suo ospedale sta per morire. Allora gli sale sul letto, gli si acciambella contro e lo accompagna facendo le fusa fino alla fine del trapasso. Il personale dell’ospedale è al corrente di questa sua capacità, ancora non spiegata dalla scienza, e quando lo vede accoccolato su un letto, sa di dover avvisare i parenti del paziente. Età di lettura: dagli 8 anni.

Roddy Doyle, Tutta sua madre, Salani Editore

Avvengono incontri strani nella vita di tutti, soprattutto in quella fase magica dell’esistenza che è l’infanzia.

Siobhán ricorda come sua madre scherzava, sente ancora le sue mani che la sollevano per aiutarla a cogliere una castagna, e come cantava. Però non ricorda più il suo viso. Avvengono incontri strani nella vita di tutti, soprattutto in quella fase magica dell’esistenza che è l’infanzia. In un parco, un giorno, una signora si siede sull’erba accanto a Siobhán. Chiacchierando, la donna le suggerisce di guardarsi bene allo specchio e le sussurra le parole giuste per far tornare il sereno sul volto della persona più amata.
Una delicatissima storia illustrata sulla tristezza e la felicità, un distillato di emozioni che lascia il lettore con un sorriso. Età di lettura: dai 9 anni.

David Almond, La storia di MINA, Salani Editore

Per imparare a guardare dritto nel Sole o nella Luna

Mina la stramba, Mina indisciplinata, Mina la pazza. Mina coraggiosa, meravigliosa Mina, Mina ribelle. Di certo Mina non si può etichettare. Se ne sta sul suo albero a osservare gli uccelli, il mondo e la straordinaria vita che scorre sotto le sue gambe a penzoloni. Sa che non potrà stare per sempre lassù, che prima o poi dovrà scendere, tornare a scuola, farsi qualche amico, accettare che il suo papà sia in un luogo da cui non si può fare ritorno. Ma intanto, dall’alto del suo rifugio, Mina riflette: sui misteri del Tempo, sulla vita, sul dolore della perdita, su Dio e… sugli strudelini ai fichi! Tutto finisce nel suo diario, che è proprio questo qui, che avete fra le mani. Ma attenzione, bisogna essere pronti a incontrare Mina, bisogna essere disposti a guardare dritto nel Sole, o nella Luna, pronti a sentirsi indifesi e insieme coraggiosi, e soprattutto pronti ad accettare “la bellissima bellezza del mondo”, anche quando tutto intorno a noi sembra volerla oscurare. Età di lettura: dai 12 anni.

Tine Mortier & Kaatje Vermeire, Le cose della vita, Kite Edizioni

Una storia su quello che resta quando tutto sembra perduto

La migliore amica di Maia è la sua adorata nonna. Ogni giorno passato con lei è indimenticabile. Ma tutte le cose, anche quelle che vorremmo inalterate per sempre, cambiano. Una storia su quello che resta quando tutto sembra perduto. Età di lettura: dai 6 anni.

Stian Hole, Il paradiso di Anna, Donzelli Editore

Qual’è l’altro lato della Vita? Qual’è l’altro lato del Mondo?

«Guarda Papà! c’è un buco nel cielo. Dai vieni, saltiamoci dentro!» «Dove andiamo, Anna?» «Lontano, Papà. Attraversiamo a nuoto la Fossa delle Marianne e poi voliamo oltre le galassie, fino a un posto sott’acqua dove c’è il paradiso». Inizia così il viaggio di Anna e del suo papà alla ricerca di quel posto dov’è finita la mamma, in un giorno in cui pare che nel cielo «ci sia qualcuno che manda giù chiodi che fanno tanto male», dice il papà. «Sì, ma domani potrebbe mandare giù fragole col miele», ribatte Anna, ricordando l’ottimismo della mamma che pettinandosi allo specchio le diceva sempre: «ogni cosa ha un lato nascosto». Ed è proprio quello che Anna vuole scoprire adesso: qual è l’altro lato della vita? Qual è l’altro lato del mondo? Quello dove vivono gli invisibili come la sua mamma? In un mondo finito sottosopra, Anna trascina il suo papà a nuoto tra gli uccelli e al volo in mezzo ai pesci, finché non riuscirà finalmente a strappargli un sorriso: ora Anna sa che insieme ce la faranno a sputare quei chiodi e a riassaporare le fragole. Età di lettura: dagli 8 anni.

Peter Carnavas, Piccole cose così importanti, Valentina Edizioni

Non bisogna dimenticare… il ricordo ci rende migliori

Una tazza rotta, un cappello sgualcito e un vecchio spartito sono piccole cose… A volte però, se ci fanno pensare a una persona importante, possono essere tutto! Non bisogna dimenticare…il ricordo ci rende migliori. Età della lettura: dai 6 anni.

Wolf Erlbruch, L’anatra, la morte e il tulipano, Edizioni E/O

«E adesso vieni a prendermi?»

Già da molto tempo l’anatra aveva come un presentimento. «Chi sei? E perché mi strisci alle spalle di soppiatto?».
«Bene, finalmente ti accorgi di me» disse la morte. «Sono la morte». L’anatra si spaventò. Non la si può certo rimproverare per questo. «E adesso vieni a prendermi?».  

Jimmy Liao, Un bacio e addio, Camelozampa

Un viaggio introspettivo di crescita e cambiamento

Un bambino rimasto solo, con il suo cane, affronta il lungo viaggio in treno che lo porterà a vivere con il nonno. Non sarà un semplice viaggio nello spazio, ma anche e soprattutto un viaggio introspettivo, di crescita e cambiamento. Mentre affiorano i ricordi e, dentro e fuori dal treno, scorre un paesaggio sospeso tra realtà e fantasia, diventa possibile dare quel bacio di addio per schiudere una nuova vita.

Un albo che segna uno dei momenti più alti della produzione di Jimmy Liao, per il perfetto intreccio tra parole e immagini, la profondità delle tematiche, affrontate con lievità ma senza edulcorazioni, la forza evocativa di ogni illustrazione (con rimandi a Mondrian e alla pittura paesaggistica) e di un testo toccante e poetico. Età di lettura: dai 7 anni.

Jimmy Liao, Una splendida notte stellata, Edizioni Gruppo Abele

L’amicizia è un’arma potente, capace di abbattere i muri della solitudine e della paura.

Seconda edizione, aggiornata e migliorata, di una delle opere più conosciute e apprezzate di Jimmy Liao.

Il prodigio dell’amicizia nella prima adolescenza. Lei, la protagonista della storia, trascorre giornate malinconiche, a scuola si sente fragile e in famiglia non sempre va tutto bene. Ma arriva un nuovo amico. Lui, che per gli altri è un tipo po’ strano, diventa per lei il compagno perfetto. I due trascorrono insieme giornate indimenticabili, imparano a conoscersi, si confidano segreti e paure. I cieli stellati di quell’estate resteranno il più bel ricordo della loro giovane età.

Una delle più prestigiose opere di Jimmy Liao, un omaggio dell’autore ai maestri dell’arte del Novecento in una nuova edizione completamente rinnovata, dai colori più brillanti e con una copertina rigida che proteggerà questo piccolo capolavoro. Con un’introduzione dello storico dell’arte Tomaso Montanari. Età di lettura: dagli 8 anni.

Gaia Guasti, Maionese, ketchup o latte di soia, Camelozampa

Un originale filo conduttore olfattivo che tocca temi importanti

Integrarsi non è mai semplice a 12 anni, ma è ancora più complicato se assomigli a Mercoledì Addams, tuo padre di lavoro fa il guru e mangi solo cibi salutari e vegani. Appena arrivata nella nuova classe, Elianor è subito presa di mira per il suo odore, diverso da quello degli altri ragazzi. Eppure due stili di vita opposti entrano in contatto e un’insolita amicizia nasce tra Elianor e Noah, lontani all’apparenza ma uniti dalla stessa solitudine.

Un romanzo spiritoso e commovente, guidato da un originale filo conduttore olfattivo, che tocca temi importanti come l’alimentazione e gli stili di vita, la scuola e il bullismo, l’incontro con il diverso e la tolleranza, il superamento del lutto, l’amicizia. Età di Lettura: dai 12 anni.