La “Regina” dell’antica Icona russa: Regina Testoni

Carissimi Amici di Alla fine dei conti

Regina Testoni è un’Artista che crea icone secondo i canoni dell’antica tradizione russa. Un lavoro svolto su tavole di legno di tiglio gessate con tela di lino, oro zecchino, pigmenti naturali ed emulsione al tuorlo d’uovo e vino.

Avremo modo di approfondire la conoscenza del suo bellissimo lavoro in occasione del Festival Mantova Poesia 2020.

Vi presento alcune opere, e alcune riflessioni guida del suo processo creativo.

Un caro saluto

Elena Alfonsi

 Le icone di Regina Testoni al Festival Mantova Poesia 2020

La bellezza ferisce, ma proprio così essa richiama l’uomo al destino ultimo. La vera conoscenza è essere colpiti dal dardo della bellezza che ferisce l’uomo, essere toccati dalla realtà, dalla personale presenza di Cristo stesso.

Ecco perché la bellezza da cui il mondo sarà salvato, deve essere diversa da tutti i sogni e i desideri possibili di armonia: senza passare attraverso lo scandalo del dolore del mondo, nessuna bellezza potrà salvarsi o salvare.

Solo alla fine la bellezza si manifesterà vittoriosa. Ma la bellezza induce anche a concepire un sogno, un progetto, capolavori d’ingegno, poemi e poesie, giuste leggi, la verità: vedere Dio.

Il fenomeno del concepimento della bellezza fa nascere in Platone, Aristotele, Seneca, Virgilio, San Tommaso, Sant’Agostino, Dante, Dostoevskij, l’idea dell’eternità. La bellezza si rivela nel particolare: la bellezza salvifica e la bellezza accogliente.

Non solo Omero ma Platone, San Tommaso, Plotino, Dante e molti altri, definiscono ripetutamente la “bellezza accogliente”. Quando infatti giungiamo in presenza di un oggetto bello, questo ci accoglie. Si stacca dallo sfondo neutro come se ci venisse incontro per darci il “Benvenuto”! 

L’oggetto bello colma la mente, eppure spinge alla ricerca di qualcos’altro, qualcosa di più grande o comunque analogo, con cui ha bisogno di essere messo in relazione. La bellezza, quando ci appare nella sua luce, ci lascia a bocca aperta annullando ogni pensiero.

Tanti santi e tanti artisti hanno colto di Dio soprattutto la bellezza. Francesco d’Assisi nelle sue lodi per ben due volte si rivolge a Dio in questo modo: “Tu sei bellezza”. Agli occhi della fede la bellezza appare come verità della creazione che contrasta l’avvilimento umano e la sua nichilistica deriva.

In Cristo è custodito quel potere della bellezza capace di ispirare, motivare, trasformare, modellare la vita umana. La vera bellezza implica qualsiasi cosa possa spingerci alla nostra realizzazione, comporta il vero amore che è fedeltà, responsabilità e gioia.

Altra è la bellezza che seduce, la quale provoca la nostra autodistruzione, e un amore che provoca disordine e infelicità.

Lo splendore e la gioia della bellezza divina vengono percepiti da coloro che, puri di cuore, vedono Dio in tutte le cose create.