Il naufrago e la cometa

Carissimi Amici di Alla fine dei conti

sono lieta di presentarVi il primo romanzo del Collega Michele Cavejari. 

Un REGALO fatto ai lettori da un Caro Amico che ha contribuito alla realizzazione del “Manuale sulla corretta nutrizione” insieme alla Dott.ssa Eleonora Bottosso, alla Dott.ssa Elisa Fasanelli, all’Autore Gilberto Venturini. Il “Manuale sulla corretta nutrizione” è illustrato da Giovanni Scarduelli, con il contributo di Fondazione Banca Agricola Mantovana, FEDRIGONI e con il patrocinio della Provincia di Mantova, dello Slow Food, della Federazione Italiana Cuochi e de La Strada dei Vini e Sapori Mantovani.

Era da tempo che Michele Cavejari desiderava scrivere questo romanzo intitolato “Il naufrago e la cometa” che tratta vari temi tra i quali la Death Education.

Un caro saluto…e buona lettura!
Elena Alfonsi

Breve presentazione

Il romanzo sceglie di rivisitare il tema del nostos greco (quel lungo periplo fisico e psicologico che prelude al ricongiungimento) e di esporsi con un chiaro messaggio: non è possibile tutelare la Terra senza aver fatto pace con l’idea della Fine, ma per far pace con la caducità e l’impermanenza è necessario altresì un risveglio spirituale (nell’accezione aconfessionale e non dogmatica del termine). Rischia infatti di non poter attecchire alcuna autentica sostenibilità (quel movimento che supera l’eco-logia, ossia l’insieme delle manovre prettamente correttive, in direzione dell’eco-sofia quale tempestiva agnizione del pianeta in noi stessi) senza aver recuperato l’idea che ogni cosa ha pur sempre un limite, una cornice funzionale, una finitudine fenomenologica… e che prima o poi noi tutti dovremo “lasciare la presa”, “tornare a casa”.

Del resto, i disastri ambientali e il surriscaldamento globale non ci chiedono adattamenti squisitamente tecnici; così come l’ansia, la depressione e il sentimento di “noia e mancanza” che nella contemporaneità colgono impreparati sempre più uomini e donne, non abbisognano tout court di adeguamenti farmacologici. Al contrario, è urgente e indispensabile rivisitare la personale relazione con la caducità, con la Morte; poiché scotomizzandola e riducendola a problema di management medico la nostra cultura ha solamente rimosso (o pregiudicato) il pieno confronto con la vita e con la domanda di senso che ci abita.

In estrema sintesi, che cosa pensiamo voglia dire morire? “Il naufrago e la cometa” si rifà al valore educativo di quest’interrogazione radicale come uno fra i più fecondi sentieri che ci chiamano ad attraversare coraggiosamente i paesaggi interiori, le personali idiosincrasie.

Nello specifico, la trama sceglie di proporre – nell’intrattenimento – un complementare e funzionale esercizio di Death Education primaria.

Sinossi

I sapiens naufragano sul pianeta dei rossi deserti. Sabbie aliene abbracciano l’acciaio dell’ultimo avamposto, e così Marte può definitivamente accogliere il periplo di un’umanità ridotta a strumento dei propri strumenti. L’avanguardistico apparato tecnico di cui essa dispone, tuttavia, stempera la nostalgia di casa mentre il Verbo cibernetico offre persino un’occasione di riscatto; scandagliando l’oceano interstellare con sofisticati occhi elettronici, l’ultima civiltà proietta il senso del sacro nella caccia al millenario fuggiasco, ciò che gli antichi invocavano come Padre ma che ora pare latitare clandestino fra i misteri delle stelle. Una deriva cosmica vana e infruttuosa… perlomeno sino a quando non appare la galleria gravitazionale, il segreto wormhole depositario di un monito inevaso; forse, un testamento. Intanto, tre psiconauti – un Vecchio, una Ragazza e un Ragazzo – scortati dal bagliore di una singolare cometa, penetrano differenti dimensioni con ben altri occhi. La loro, è una decisiva e vitale resistenza interiore; un esercizio di pieno confronto con la vita e con la morte, alla ricerca di sé stessi: remando dalle estreme propaggini della coscienza sino alle sorgenti della libertà e dell’amore. Il romanzo appartiene al filone della fanta-filosofia e ripercorre il mitologema ulissiaco (nostos) in prospettiva ecologista. 

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